Textus Originalis

Quest'anno del mese di muḥarram (agosto) il popolo d'Alessandria e l'esercito d'Egitto trionfarono dell'armata dei Franchi di Sicilia. Abbiam noi raccontata [la prima cagione] di questa [guerra], cioè: che gli Egiziani aveano spediti [emissarii] al re dei Franchi nella costiera di Siria, ed al principe di Sicilia, [chiamandoli] a venire in Egitto [per cooperare] alla sollevazione contro Saladino, ed alla cacciata di lui dal paese. Il principe di Sicilia allestì poderosa armata, nella quale si noveravano dugento galee che portavano i pedoni, trentasei teride pei cavalli, sei grosse navi cariche delle macchine da guerra e quaranta navi [minori] con le vittuaglie. Sommava l'oste a cinquantamila fanti e mille e cinquecento cavalieri, tra i quali cinquecento Turcopoli: la capitanava un cugino del re di Sicilia. Partita per Alessandria di Egitto, l'armata arrivò il ventisei di ḏū 'al ḥiǧǧah dell'anno sessantanove (28 luglio 1175) mentre nella città ognun vivea spensierato e sicuro. Il popolo uscì armato e provveduto di stromenti da guerra per impedire lo sbarco: e già i cittadini correano innanzi, lungi dalle mura, quando il wālī della città li trattenne e lor comandò di rimaner sotto di quelle. I Franchi sbarcarono nel tratto di spiaggia che si stende dal mare al faro: si avanzarono verso la città, piantarono lor gatti (1) e lor mangani, e detter fiera battaglia. Gli Alessandrini tenner fermo, ancorché non avesser se- (1) Il testo ha il plurale di dabbābah, tettoia coperta di cuoio da proteggere que' che battean le mura, e l'ariete adoperato a batterle; testuggine.