Textus Originalis
prossimo arrivo del [sultano]. Mandò un altro corpo dell'esercito a Damiata, temendo per quella città, e premendogli di assicurarla. Lo schiavo, partito per Alessandria, giunsevi il medesimo giorno, all'ora della preghiera di vespro, quando la gente era ritornata per l'appunto dalla pugna. Bandito il prossimo arrivo di Saladino e degli eserciti che venivano a grandi giornate, il popolo volle uscir di nuovo a combattere, non sentendo più né la fatica, né il dolor delle ferite; che ognun s'immaginava di aver Saladino a fianco, e pugnava come chi vuol che altri l'ammiri. Ma i Franchi, sentendo che Saladino era presso con l'esercito, sbigottirono e crebbe in loro il travaglio e lo spossamento. I Musulmani li assalirono a notte buia; arrivarono ai lor padiglioni, vi presero gran copia d'armi e di preziosissimi arnesi e menarono grande strage nella fanteria dei Franchi. Molti fuggirono verso il mare, tirarono le galee presso terra per montarvi sopra [più presto]; e alcuni di fatto montaronvi e furon salvi; altri annegarono. Vi fu poi tra i Musulmani chi si buttò nell'acqua e bucò qualche galea dei Franchi, sì che la fece affondare. Spaventati a questo assalto i rimagnenti si volsero in fuga. Trecento cavalieri, ristrettisi in cima d'una collina, si difesero contro i Musulmani infino all'alba. Durò [in altri posti] la mischia fino all'ora di ḍuḥā (sole alzato). Alfine gli Alessandrini oppressero i nemici, riportandone sì piena vittoria, che tutti rimasero morti o prigioni, e Iddio guardò i Musulmani contro la malvagità de' [nemici] ed avviluppò gli Infedeli ne' loro proprii lacci. Anno 576 (28 mag. 1180 - 16 mag. 1181).