Textus Originalis
L'imperatore, arrivato alla costiera di Siria, sbarcò nella città di Acri, quando 'Al Malik 'al Kāmil, che il Sommo Iddio abbia misericordia di lui, figliuolo di 'Al Mālik 'al cĀdil e principe di Egitto, era venuto in Siria da quel paese, dopo la morte del suo fratello 'Al Mucazzam, e si era attendato a Tall 'al cUǧūl, con intendimento di insignorirsi di Damasco, cacciandone ['Al Mālik] 'an Nāṣir Dāwūd, figliuolo del suo fratello 'Al Mucazzam, ed attuale principe di quella città. Questo Dāwūd, risaputo che il suo zio 'Al Mālik 'al Kāmil, che Iddio l'abbia nella sua misericordia, si rivolgea contro di lui, avea mandato a implorare il suo zio 'Al Mālik 'al 'Ašraf, principe della Mesopotamia, chiedendo che lo aiutasse a resistere all'[altro] zio. Venne dunque 'Al Ašraf a Damasco e cominciò uno scambio di messaggi tra lui e il suo fratello 'Al Kāmil, per trattare la pace. La stipularono tra lor due [soli], e messi ch'e' furon d'accordo [per messaggi], 'Al 'Ašraf andò a trovare 'Al Kāmil, che Iddio abbia misericordia di lui; col quale ei si abboccò, e [poi] uniti praticarono per frequenti messaggi coll'imperatore re dei Franchi, i quali piaccia a Dio di abbandonare. Dopo lunghi negoziati, si fermò che i due [principi Musulmani] consegnassero all'imperatore Gerusalemme e pochi più luoghi della sua comarca, e che gli altri paesi, come 'Al Ḫalīl (Ebron) Nābulus, 'Al Ġawr, Ṭabarīah, ecc., rimanessero in potere dei Musulmani. I Franchi non ebbero se non che Gerusalemme e i luoghi che le vanno uniti [necessariamente]: oltreché le mura di Gerusalemme erano state già abbattute da 'Al Malik 'al Mucazzam, siccome noi abbiam raccontato. La resa di Ge-