Textus Originalis
CAPITOLO SECONDO.
DESCRIZIONE TOPOGRAFICA DI SIRACUSA E DEI SUOI DINTORNI. Le coste orientali presso la città. — L'isola di Ortigia. — Porto grande di Siracusa.—Porto piccolo.—Acradina.—Tica ed i suoi confini.—Neapolis.—Epipoli e castello Eurialo.— Le mura che circondano le Siracuse. — Dintorni. § 1. LE COSTE ORIENTALI PRESSO LA CITTÀ. Quale fosse l'aspetto che presentavano le coste, ove sorse Siracusa, quando Archia di Corinto ed i suoi compagni s'impossessarono di questa parte della Sicilia, si può riconoscere dagli avanzi antichi e dalla configurazione dei luoghi, come sono al giorno di oggi, sebbene, dopo 26 secoli e mezzo, il lento lavorìo del tempo, ne abbia alterato qualche parte, sia per gl'interramenti, sia per i denudamenti e le erosioni operati dal continuo movimento delle onde, che, investendo direttamente le coste di tufo calcareo, distrussero le parti meno resistenti e nel medesimo tempo diedero luogo alla formazione di quei seni e di quelle sporgenze, che vediamo ora in quelle coste, dal Capo Santa Bonagia, al Capo Murro di Porco della penisola della Maddalena. In questo modo il mare scavò le numerose caverne, che vediamo nella costa orientale di Acradina¹ e, distruggendo le roccie presso i Cappuccini, s'internò nel Porto piccolo, ma non potendo disfare il lato orientale di Ortigia, per la resistenza di quelle
Note a pie di pagina
1 1 In questa località le caverne hanno una relativa importanza per i naturalisti, i quali vi fanno delle continue ricerche di conchiglie fossili che si trovano attaccate alle pareti interne e non ancora svelte del continuo denudamento che fa lazione meccanica delle onde. Fra quelle grotte, la più notevole è quella chiamata del Cannone, nella quale, a causa dell'infrangersi continuo dei marosi, si produce un rimbombo simile a quello dello scoppio di un cannone. Quest'effetto avviene per l'avvicendarsi delle onde che mantengono chiuso l'orifizio e comprimono l'aria interna a tal grado di pressione