Textus Originalis

Quest'anno (il califo fatimita) 'Al Manṣūr prepose all'isola di Sicilia 'Al Ḥasan 'ibn cAlī 'ibn 'abī 'al Ḥusayn, 'al Kalbī (della tribù araba di Kalb), uomo che godea gran favore appo 'Al Manṣūr, e s'era molto illustrato nella guerra contro 'Abū Yazīd. La causa di questa missione di 'Al Ḥasan fu che i Musulmani di Sicilia eran caduti in dispregio presso gli Infedeli, al tempo [che governò] cAṭṭāf, per la fiacchezza e dappoccaggine di costui. [I Cristiani] ricusavano di soddisfar il danaro [pattuito] per la tregua. [Da un'altra mano, le condizioni del paese eran queste]. Viveano nella [capitale di] Sicilia i Banū 'at Ṭabarī, che eran tra i primi della ǧamācah (1), ed aveano molti aderenti [nella città]. Costoro tumultuarono contro cAṭṭāf, aiutati dal popolo, il giorno della festa del digiuno dell'anno trentacinque (25 aprile 947), e gli uccisero molti soldati. Per salvar la vita, cAṭṭāf si ritrasse nel castello; e i sollevati, presegli le bandiere e le taballe, se ne ritornarono alle case loro. 'Abū cAṭṭāf mandava [dunque] a significare ad 'Al Manṣūr la condizion delle cose e chiedeagli rinforzi; [ma parve meglio al califo], quand'ei seppe gli avvenimenti, mandare al governo (1) La stessa voce che ho trascritta ǧema nella St. dei Mus., I, 148, 262; II, 9 a 12, 38, 208, 296, 426 seg., 547, 549; III, 111, 130. Si veggano i casi quivi citati e il Dozy, Recherches, 2ª ediz., I, 156, e Supplément aux Dict. arabes, I, 215, 216. Evidentemente ǧamācah (djamāa, djemāa, djema, dschamâa, ecc.), in origine «congrega, corpo morale, società, ecc.», ritenendo pur questo significato generico, ebbe anche quello speciale di «municipio» «o di compagna», come si disse un tempo in alcune città italiane. E qui mi par che voglia dir questo per l'appunto.