Textus Originalis

scrissero al re di Costantinopoli, chiedendogli aiuto. Il quale lor mandò navi cariche di soldati e di vettovaglie. [Dal suo canto] Ḫalīl domandava rinforzi ad 'Al Qāym; ed avutone un grosso esercito, [accozzollo] coi Siciliani che gli ubbidiano; andò [per lo primo] ad assediare Caltavuturo e insignorissene; poi [venne sopra] Caltabellotta, che fu parimente occupata: pose quindi l'assedio alla ròcca di Platano. Sotto quella rimasero [le genti di Ḫalīl] sino allo scorcio dell'anno trecento ventisette. All'entrar del ventotto (18 ott. 939 - 7 ottobre 940) Ḫalīl, lasciato l'assedio di Platano, andò a stringere Girgenti; e stettevi a campo per molto tempo: indi partì lasciandovi un esercito, capitanato da 'Abū Ḫalaf 'ibn Hārūn. Quest'assedio durò fino all'anno trecenventinove, quando molti Girgentini s'erano già salvati nei paesi dei Rūm. I rimanenti chiesero l'amān, e Ḫalīl lo concesse a condizione che uscissero dalla ròcca. Quando venner fuori, egli ruppe la fede: li fece portare [legati] alla capitale. Ma all'annunzio [della caduta di Girgenti] si sottomessero a Ḫalīl le altre castella: ed egli, quando [fu certo] di avere ridotti all'ubbidienza tutti i paesi musulmani della Sicilia, ripartì per l'Affrica, di ḏū 'al ḥiǧǧah del trecento ventinove (27 agosto a 25 sett. 941), traendo seco i notabili Girgentini. Imbarcolli in una nave e comandò di sfondar quella in alto mare; sì che tutti annegarono. Anno 336 (23 luglio 947 - 10 luglio 948) (1). Del governo di 'Al Ḥasan 'ibn cAlī in Sicilia. (1) B, pag. 261; C, IV, 350 verso; E, 195 verso. Il principio si legge anco in N.