Textus Originalis
dopo dodici anni che se n'erano impadroniti i Franchi. ^Abd 'al Mūmin vi rimase venti giorni; ristorò la città; afforzolla d'uomini e di vittuaglie, e preposevi un dei suoi, lasciando insieme con esso 'Al Hasan 'ibn ^Alī; al quale ed ai suoi figliuoli fé' concessioni [di poderi] nel territorio della città; comandò al governatore di reggersi coi consigli di 'Al Hasan e ritornossene in ponente. § 25. Dalla storia degli 'Ayyūbiti, capitolo sul fatto di ^Umārah e su la sua morte (1). Parecchi partigiani dei Fatimiti in Egitto, tra i quali il poeta ^Umārah 'ibn 'abī 'al Hasan, del Yaman, il segretario ^Abd 'as Samad, il cadī 'Al ^Awris e un 'Ibn Kāmil, insieme col missionario in capo [dei Fatimiti] e con alcuni del gund (milizie) d'Egitto, insieme con fanti negri e con famigliari del castello (2), tenendo mano ad essi alquanti emiri di Saladino e alquanti [cavalieri] del suo gund, cospirarono a fin di chiamare i Franchi dalla Sicilia e dalle costiere di Siria, profferendo loro del danaro e [parte] del territorio. Venuti costoro in Egitto [così pensavano i congiurati] o Saladino muove in persona contro di loro, e noi leviamo il romore nel Cairo nuovo e nel vecchio, e vi ristoriamo la dinastia fatimita, mentre quanti v'ha di accordo con noi nel suo esercito tornano addietro e gli tolgono di far testa ai Franchi; o Saladino rimane [nella capitale] e manda gli eserciti contro i Franchi, e allora noi ci leviamo, e, rimasto lui solo e indifeso, lo pigliamo [proprio] con le mani. E diceva ^Umārah ai congiurati: « Io ho fatto allontanare il fratello di Saladino [e mandarlo] nel Yaman, per timor ch'ei possa
Note a pie di pagina
1 (1) A, fog. 128 verso; C, fog. 357 verso; D, vol. V, p. 287.
2 (2) Il castello grande del Cairo, residenza de' califi fatimiti.