Textus Originalis
già detto], ecc. . . . Dalla parte dei Franchi, quei di Sicilia vennero in Alessandria nel modo che noi racconteremo, se piaccia al Sommo Iddio; poiché essi non seppero che Saladino avea scoperta la congiura; i Franchi poi della costiera, ecc. . . . § 26. Come l'armata di Sicilia arrivò in Alessandria e come ne ripartì sconfitta (1). I Franchi di Sicilia, avuti i messaggi degli Šī^ī suddetti, si apprestarono all'impresa e mandarono un'armata di dugento sessanta navi cariche di pedoni, trentasei teride coi cavalli, sei navi con macchine di guerra, e quaranta con le vittuaglie: eranvi imbarcati cinquanta mila uomini e mille cinquecento cavalli. I cittadini di Alessandria combatterono fieramente cotesti nemici e furono aiutati dalle genti dell'esercito, venute dal Cairo. Giunse poi il sultano Saladino, e Iddio sconfisse i Franchi; i Musulmani riportarono grandissima preda; arsero parecchie delle loro navi e fecero prigione un drappello. Ciò avveniva nel mese di muharram (12 agosto a 10 settembre). § 24 (2). (22 dic. 1226 - 11 dic. 1227). Quest'anno si inasprì la discordia tra 'Al Kāmil e i suoi due fratelli 'Al Mu^azzam ed 'Al 'Ašraf. Perocché 'Al Kāmil, temendo la vendetta del fratello 'Al Mu^azzam, si apparecchiò a combattere il sultano Galāl 'ad dīn Huwārizmšāh e mandò al re dei Franchi l'emiro Fahr 'ad dīn Yūsuf, figliuolo dello Šayh 'as Šuyūh, per invitarlo a venire in Acri, promettendo di dargli alcuni paesi
Note a pie di pagina
1 (1) A, C, in continuazione; D, vol. V, p. 288.
2 (2) Cod., pag. 142.