Textus Originalis

cose, ^Alī 'ibn Nagā' si appresentò al Saladino e gli svelò il vero stato della congiura. Saladino gli comandò di rimaner con costoro; mescolarsi sempre nella trama; pedinarli, spiando tutti i proponimenti e le azioni loro, e ragguagliarlo d'ogni novità per filo e per segno. Così fece 'Ibn Nagā' e rapportava a Saladino tutti i disegni dei congiurati. Arrivò intanto un ambasciatore del re dei Franchi, della costiera di Siria, il quale recava a Saladino lettere e presenti di parte del re; e ciò in apparenza, perchè l'ambasciatore avea missione occulta appo i congiurati, ai quali avea mandati alcuni Cristiani e ricevuti loro emissarii. Saladino che avea avute anche precise informazioni di questa trama dai paesi dei Franchi, pose a' panni dell'ambasciatore [del re di Gerusalemme] un cristiano suo fidato, il quale, insinuatosi [per bene], gli cavò il segreto di bocca. A questo punto, Saladino fece prendere i capi della congiura ^Umārah, ^Abd 'as Samad, 'Al ^Awris ed altri e li fece [uccidere e] sospendere [ai pali nel modo già detto], ecc. . . . Dalla parte dei Franchi, quei di Sicilia vennero in Alessandria nel modo che noi racconteremo, se piaccia al Sommo Iddio; poiché essi non seppero che Saladino avea scoperta la congiura; i Franchi poi della costiera, ecc. . . . Anno 570 (2 ag. 1174 - 21 lug. 1175). Come l'armata di Sicilia arrivò in Alessandria e come ne ripartì sconfitta (1).

Note a pie di pagina

1 (1) A, V, pag. 274; C, V, 213 verso; T, XI, 272.