Textus Originalis
rusalemme fu molto grave ai Musulmani, i quali tennerla grande calamità e ne sentirono sgomento e cordoglio da non potersi esprimere con parole. Non v'ha possanza, né forza se non che in Dio altissimo e grande! E così egli agevoli nella sua benignità il conquisto [della santa città], e la faccia ritornare ai Musulmani. Amen. CAPITOLO XXXVI. Dal Kitāb Nabdat 'al Muhtāgah, ecc. (Un po' di quel che occorre di sapere su i fatti dei re di Sinhāgah), opera del cadī 'Abū ^Abd 'Allah Muhammad 'ibn ^Alī 'ibn Hammād (1). § 1. La 'al mizallah (ombrello) che adoprarono (i califi Fatimiti) fuor dell'uso di tutti gli altri re, somigliava ad una daraqah (2) [messa] in cima ad una lancia; [il quale arnese era] costruito saldamente, bello d'apparenza, elegante di lavorìo e di colori, ornato di pietre rare e preziose, sì che abbagliava la vista e facea maravigliare chi lo guardasse. Lo portava un cavaliere dei più valorosi; il cui grado prendea nome da quella, chiamandosi il « porta ombrello »: e in questo ufizio si avvicendavano i più degni. Si voltava l'ombrello dal lato del sole per riparare il re dal calore: sul quale argomento Muhammad 'ibn Hāni, lo spagnuolo, dice in una qasīdah, lodando (il quarto califo Fatimita) Ma^ad [intitolato] 'Al
Note a pie di pagina
1 (1) Da un codice di M. Auguste Cherbonneau. Si vegga il Journal Asiatique di dicembre 1852, pag. 472 segg.
2 (2) Grande scudo di cuoio (Targa?).