Textus Originalis

« sentir l'appello alla preghiera e le laudazioni che « fanno i Musulmani la notte ». Indi egli ripartì per Acri. Questo re era uom dotto assai; profondo in geometria, in aritmetica e nelle [altre] scienze speculative. Egli mandò ad 'Al Mālik 'al Kāmil parecchi difficili problemi di geometria, di filosofia e di scienze speculative; i quali 'Al Kāmil presentò allo šayh ^Alam 'ad dīn [giurista] hanefita, soprannominato Ta^āsīf (A vanvera) (1) e ad altri, e ne scrisse le risposte [all'imperatore]. Salpò questi da Acri per ritornare al suo paese, l'ultimo di gumādā secondo (25 maggio 1229).

Note a pie di pagina

1 (1) È plurale del nome d'azione ta^sūf e, secondo il modo di dire, va preceduto dall'articolo e dall'aggettivo rākib « cavalcante ». Significa « chi opera senza costrutto »: quasi il Bighellone, che i Pisani diceano al Fibonacci!