Textus Originalis

le porche pigiandole co' piedi affinchè l'acqua [delle zanelle] non le disfaccia. Due uomini si metton su le zanelle d'ambo le parti d'una porca, in guisa da tener questa in mezzo e [di stare] faccia a faccia; poi ciascuno punta col piè su la porca, dritto contro il piè dell'altro, e così la si rincalza forte d'ambo le parti, badando a farvi per bene la cresta (1). Si sbarba poi una pianticina di cipolla nel modo che si è sopra descritto pei polloni; si taglian le cime delle foglie e delle radici; e preso un piuolo grosso, poco più o poco meno, quanto un manico d'accetta, si fanno in una delle parti della porca de' buchi l'uno appresso all'altro, a distanza di mezzo šibr (2), nei quali si figge la pianticina di cipolla. Lo stesso si pratica su l'altra parte della porca, finché questa sia tutta piantata: e così successivamente in tutte le porche: in ultimo si fa entrare nelle [zanelle] l'acqua della gora maggiore, e si governa, come io [spiegherò] in appresso, se piaccia al Sommo Iddio. [Tanto] 'Ibn 'al Fassāl. (Aggiugne il compilatore) che questo [modo di coltivazione] si adopera per le cipolle da conservare, le quali vengono grosse, tondeggianti e di buon sapore. Usan quest'ottimo procedimento i Siciliani, dai quali esso ha preso il nome (3).

Note a pie di pagina

1 (1) Il testo ha s.r.k.tih e si dovrebbe leggere, tolto il pronome, šarakah « laccio » ovvero šurakah « correggia ». Né l'uno né l'altro si adatta al significato di « cresta » che qui è evidente. E però ho proposto di leggere šurfat.ih, mutando una lettera sola. Si vegga a questo proposito il Dozy, Suppl., I, 749.

2 (2) « Spanna ». Quella degli Arabi si conta m. 0,231. La versione francese ha « un empan » in vece di « mezzo ».

3 (3) Nel Cap. XXV, art. 4, pag. 231 del testo di Banqueri, il compilatore, citando lo stesso 'Ibn 'al Fassāl, dice che la coltivazione a porche e zanelle, ossia al modo che chiamavano siciliano, si usasse ancora pel « nufāh o nufāg, ch'è specie di batīh (popone e cocomero). Cf. la versione di Clément Mullet, II, 222.