Textus Originalis
hammad 'ibn 'Ahmad 'ibn 'al ^Awwām, 'al 'išbīlī (da Siviglia) (1). § 1 (2). Lo šayh 'Abū ^Abd 'Allah Muhammad 'ibn 'Ibrahīm 'ibn 'al Fassāl, lo spagnuolo, (3) dice: I Siciliani lo sogliono piantare (il cotone) nel terreno cattivo. Ciò anco si pratica, e con profitto, nelle costiere di Spagna, ecc. § 2. Dal capitolo su la piantagione delle cipolle (4). Modo di far le aiuole nelle quali si piantano le cipolle e simili, all'uso de' Siciliani. Il modo è questo: scelto un terreno ben concimato, vi si fanno delle porche [lasciando] tra l'una e l'altra una zanella, perchè vi scorra l'acqua: tutte le zanelle poi fanno capo ad un canale, dal quale l'acqua s'introduce in ciascuna di quelle, per l'appunto come passa da una gora negli abbeveratoi [del bestiame]. Le porche e le zanelle daranno così la sembianza d'un tetto costruito con tegoli (5) [in tante file che s'alternano a dosso e cavo]. Si rassodano
Note a pie di pagina
1 (1) Dal testo pubblicato dal Banqueri, col titolo di Libro de agricultura, ecc., Madrid 1802, 2 vol. in-fog. Si confronti con la versione francese di M. Clément Mullet, Parigi 1864, 2 vol. in-8. Secondo le nuove ricerche riferite dal Clément Mullet, Préface, pag. 17, la compilazione d' 'Ibn 'al ^Awwām si dee riferire non all'XI ma al XII secolo. A me sembra verosimile che s'abbia a scendere proprio alla fine del XII se non più giù.
2 (2) Banqueri, II, Cap. xxj, pag. 104; Cf. Clément Mullet, II, 102.
3 (3) Secondo le ricerche riferite dal traduttor francese, Préface, vol. I, 77, 'Ibn 'al Fassāl, autore spagnuolo, citato frequentemente da 'Ibn 'al ^Awwām, visse nella prima metà dell'XI secolo. Leggo Fassāl in vece di Fasāl, per esser quella la forma più corretta dell'aggettivo frequentativo, qual sembra cotesto nome proprio. Del resto la facilità di scambiar nella scrittura magrebina la f con la q, suggerisce il dubbio che 'Ibn 'al ^Awwām abbia talvolta confuso questo autore con 'Ibn Basāl, di cui diremo al § 4 del presente capitolo.
4 (4) Banqueri, Cap. xxiv, tomo II, 193. Cf. Clément Mullet, II, 186.
5 (5) Leggo 'at tasqīf bil qarāmīd in vece di 'at tas'īf bil farāsīd, che il Banqueri, al par che il Clément Mullet, ha confessato di non capire e che davvero non rendono significato di sorta. La mia lezione che altera poco o punto le lettere, è stata suggerita dalla ricordanza de' tetti delle case e della coltivazione degli orti in Palermo.