Textus Originalis

Muhammad 'ibn ^Isā 'ibn 'al Mun^im (1) 'Abū ^Abd 'Allah 'as Siqillī, della gente di Sicilia, fu dotto nelle scienze della geometria e dell'astronomia; espertissimo in entrambe; esercitò l'una e l'altra e salì in grande rinomanza appo i filosofi, per la sua salda dottrina. Dettò eleganti poesie ; delle quali ecco un saggio, ecc. (2). Gālīnūs (Galeno) (3)... Costui fece frequenti viaggi; visitò molti paesi e fu medico chiarissimo. Egli andò due volte a Roma; poi vi soggiornò e seguì in guerra il principe di quella città per attendere alla cura dei feriti ... Essendosi al tempo di Galeno estesa molto la religione cristiana, alcun gli disse, che negli ultimi anni del regno di Cesare era surto in Gerusalemme un che risanava i ciechi e i lebbrosi e risuscitava i morti. « E vive ancora in que' paesi, domandò Galeno, « alcun de' suoi compagni? » Ripostogli di sì, egli par-

Note a pie di pagina

1 (1) P, pag. 235; D, fog. 94 recto, e Casiri Bibl. ar. Hisp., I, 434. Forse il nome va corretto 'Ibn ^Abd 'al Mun^im, come si legge nel Capitolo LXIII del presente libro, paragrafo secondo, pag. 433, 442 del volume.

2 (2) Seguono due squarci di due versi ciascuno.

3 (3) Si vegga su questo racconto della morte di Galeno in Sicilia il nostro Cap. XXXIV, pag. 346 del 1° volume; Abulfaragius, ediz. di Pococke, testo, pag. 123, e versione pag. 178; 'Ibn ^aldūn, Prolegomeni, versione del baron De Slane, parte III, pag. 163. Ma né le sorgenti greche, né le agiografie cristiane ne fanno menzione. Debbo il testo di questo squarcio alla cortesia di M. Barbier de Maynard, che l'ha cavato dal codice di Parigi, Supp. ar., 672, fog. 106, 107. Ancorché non si trovi nella Bibl. né nell'App., mi è parso bene darne la versione, trattandosi di una tradizione da verificare, appartenente alla storia letteraria e religiosa dell'Italia.