Textus Originalis
appo di costui; ch'egli aveala appresa da 'Ibn Mudāfi^ cadī di Susa (1), e che morì in Alessandria, così letteralmente l'autore, « poco prima che io andassi in questo paese ». Tāg [ad dīn] afferma, poi, nelle sue Tabaqāt (2) che Hasan 'ibn Ga^far, autore dell' 'Al Mudhab (3), studiò appo questo ^Umar il libro di Sībuwayh (4), l'anno quattrocennovantotto (23 sett. 1104 - 12 sett. 1105) e ch'egli era stato discepolo di 'Abū 'al Hasan ^Alī 'ibn ^Abd 'ar Rahmān 'as Siqillī. Mūsā 'ibn 'Asbāg, 'al Murādī 'al Qurtubī (Cordovano, della famiglia di Murād), soprannominato 'Abū ^Imrān. Al dire di 'Ibn 'al Fardī costui sentiva molto innanzi in lessicografia ed in 'i^rāb (5) ed era buon poeta. Andato a viaggiare in Oriente, visitò l'^Irāq e conobbe 'Ibn Durayd (6) ed altri [eruditi]. Alfine si stabilì in Sicilia. Egli messe l' 'Al Mubtadā' in otto mila versi.
Note a pie di pagina
1 (1) In ambo i manoscritti si legge Sūsīah. (2) Forse quell'opera che Hāggī Halīfah cita col titolo di Tabaqāt 'al Wustā, di Tāg 'ad dīn ^Abd 'Allah 'as Subkī, morto il 771 (1369-70). (3) Un'opera sotto lo stesso titolo è notata da Hāggī Halīfah, V, 479, qualificata di trattato grammaticale, ed attribuita ad 'Abū ^Alī Hasan 'ibn ^Alī 'al 'Iskandarānī (da Alessandretta), che morì il 517 (1123-4). (4) Celebre grammatico dell'VIII secolo dell'era volgare. (5) Così chiamano gli Arabi la parte di grammatica che tratta della morfologia. (6) 'Abū Bakr Muhammad 'ibn 'al Hasan 'ibn Durayd, da Bassora, celebre filologo della seconda metà del IX e prima metà del X secolo dell'era volgare.