Textus Originalis

CAPITOLO LXXVIII. Dal codice intitolato: « Alcune poesie di 'Abū 'al Hasan ^Alī 'ibn ^Abd 'ar Rahmān 'al kàtib 'as Siqillī (il segretario Siciliano), trasmesse dal giureconsulto 'Abū Muhammad ^Abd 'Allah 'ibn Yahyà 'ibn Hamūd (Hammūd?) 'al Hazīmī (della tribù arabica di Hazīmah), il quale le avea udite di bocca dell'autore. Vi sono aggiunti degli squarci poetici di Muhyār 'al Bagdādī, di 'Ibn Rašīq 'al Qarawī (del Qayrawān), e di 'Ibn 'al Hakāk 'al Makkī. Il tutto è riferito per tradizione orale da ^Abd 'Allah 'ibn ^Abd 'ar Rahmān 'ibn Yahyà 'ibn 'Isma^īl, 'al ^Utmānī (1). § 1°. In nome del Dio pietoso e benigno — Il giureconsulto 'Abū Muhammad ^Abd 'Allah 'ibn Yahyà 'ibn Hamūd 'al Hazīmī mi ha dettato in Alessandria quanto segue: 'Abū 'al Hasan ^Alī 'ibn ^Abd 'ar Rahmān, 'as Siqillī (il Siciliano), chiamato 'Al Ballanūbī (2) (il Villanovese), il

Note a pie di pagina

1 (1) Codice dell'Escuriale CCCCLV. Si confronti Casiri, Bibl. ar. hisp., I, 135, e la mia Storia dei Musulmani di Sicilia, I, xliij e II, 521 e segg., e 541, 543. (2) Così chiaramente con tutte le vocali nel Codice, che è scritto in caratteri nashi, non già cufici, come li dice il Casiri, il quale, per giunta, chiama il poeta Albolbunii.