Textus Originalis

CAPITOLO XCII. Dal Nazm 'al gawàhir (Il filo di gemme), per Sa^īd 'ibn 'al Batrīq (Eutichio patriarca d'Alessandria). (Anno 307 - 3 giugno 919 a 22 maggio 920) (1). Quindi, spediti da ^Ubayd 'Allah (primo califo fatimita), arrivarono cento legni da guerra, cioè ottanta hamūl e venti ^usārī (uscieri) (2). Posero a terra sotto il muro di Rašīd (Rosetta). Allora Mūnis (governatore d'Egitto) ne diè avviso al [califo abbasida] 'Al Muqtadir; il quale mandò lo schiavo Tamāl con cinquanta navi da guerra. Scontratosi col nemico, Tamāl parte fece in pezzi e parte bruciò le navi nemiche e uccise la più parte degli uomini; altri annegò. Avendo un picciol numero chiesto l' 'amān, Tamāl mandò costoro a Misr (Cairo vecchio), dove la plebe lor disse: « Chi v'ha tra voi [della tribù] di « Kutāmah? Ch'ei si allontani dai nativi di Sicilia, del« l'Affrica [propria] e di Tripoli! ». Trattisi in disparte, che erano da cinquecento, il popolaccio s'avventò loro

Note a pie di pagina

1 (1) Eutychii Patr. Alex. Annales, interprete Edw. Pocockio, Oxford, 1659, II, 506, 509. (2) Ognun sa come nel medio evo le navi da portar cavalli si chiamassero uscieri, che sembra tolto di peso dall'arabo.