Textus Originalis
(Ornamento del califato) principe della Sicilia, [cavalcando presso] un giardino [fuori] Murcia, s'avvenne una qubbah che sorgea sul [margine d'un] ruscello, circondata di alti alberi, tra' quali cantavano gli uccelli (1). Messisi [i nobili compagni] a bere vino ed a conversare, per ingannar la noia del viaggio, li vide il custode del giardino, ecc. (2).
Note a pie di pagina
1 manno: e parrebbe ch'egli avesse avuto dalla corte fatemita del Cairo quel vano titolo di « ornamento del califato ». Si ricordi l' ^Abd 'ar Rahmān 'ibn Lūlū, di cui nel Cap. LXIII, pag. 458 e 475 del nostro volume. (1) Letteralmente: « e sotto alti alberi garrivano gli uccelli di essa [qubbah] ». Che fosse stata una uccelliera? (2) Sopprimo i due versi che il giardiniere, per far onore a' nobili ospiti, scrisse col carbone in un angolo della qubbah. Questo vocabolo nel presente caso mi par che denoti una di quelle piccole logge coperte di cupola semisferica, di cui ci resta un esempio nella campagna detta di Mezzo Monreale presso Palermo, entro il giardino di casa Napoli.