Textus Originalis
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tuto, più esatta. E ciò ad evitare quanto pur sovente accade, che il lettore, alla vista di mille segni ed avvertenze, di strani modi d'ac centuazione, e d'interpunzione, come d'interrogazioni, punti, richiami, lacune, parentesi, senta più presto confusione e disgusto, non diverso da quel che si prova alla vista d' una vecchia e logora pergamena. De' supplimenti però alle lacune sarà data piena e soddisfacente ragio ne nella parte seconda di questa pubblicazione. Questa seconda parte conterrà la traduzione, le note e gli schiari menti opportuni all'intelligenza de' testi, de' cui caratteri interni ed esterni sarà data una descrizione sommaria. Gli argomenti, riguar danti il dritto pubblico e privato, la condizione degli abitanti, e spe cialmente de' servi, i nomi di persone e di luoghi, le varie lingue usate nei diplomi, i pesi, le misure, le monete ed altri argomenti di simil fat ta, cui si riferiscono i diplomi medesimi, saranno presi a considerare. Unitamente all'illustrazione di ciascun diploma, sarà fatta menzione delle pubblicazioni, od anche de' semplici studî, di cui esso è stato l'oggetto. Verranno trascritte e spiegate le parole, che si trovan nel rovescio della pergamena, indicanti quasi sempre l'argomento del di ploma medesimo: più non s'ometterà la descrizione de' pochissimi sug gelli, che tuttora rimangono. Il tutto poi sarà chiuso da indici copiosi. Prima di terminare questa breve avvertenza, mi è d'uopo, ch'io renda un meritato tributo di riconoscenza alla Direzione di questo Grande Archivio, pel vivo interesse che ha preso alla presente pubblica zione, chiedendo al Governo i mezzi per la stampa, che sono stati generosamente accordati, procurando che il tipografo si fornisse di varî corpi di carattere, arabo, greco ecc., tutti nuovi, e permettendo che due impiegati di quest'Archivio mi assistessero ne' lavori prepa ratorî della stampa medesima. Ed una parola di meritato encomio debbo io render altresì all' intelligenza ed assistenza di questi due impiegati, barone Starrabba e sac. Isidoro Carini, miei cari allievi ed amici, e particolarmente a quella più assidua del Carini, così ben noto, non altrimenti che lo Starrabba, pe' suoi lavori letterarî e sto rici, coi quali procura sempre illustrare le patrie memorie. Palermo, 3 dicembre 1868.