Textus Originalis
I DOCUMENTI INEDITI
landò del suggello in a, pure servendosi della formula che trovava nei privilegî di Arrigo VI, lo disse plumbeo, mentre in b lo disse cereo; e qui ricordo nuovamente che la trascrizione dell'Amico porta in a il suggello plumbeo. Riepilogando e concludendo a nell'orditura generale e nella parte dispositiva è condotto sulla falsariga di b; nell'enumerazione particolare dei beni sulla falsariga della bolla falsa di Adriano IV; nella corroborazione su k. * * * Passo ai documenti c, e, g, cioè a quelli che hanno il medesimo incipit: Universa que tempore patris nostri, dichiarando che di c (il quale è falso, come mi scrisse il Prof. Kehr) parlerò in seguito quando potrò trascriverlo in Catania. Mi fermo quindi a c e g. Parlando di a ricordai il doc. f, il quale constata che la franchigia del porto di Messina era stata conceduta da Ruggiero re; qui soggiungo che il privilegio, il quale era stato confermato da Guglielmo II, fu perduto nel terremoto di Calabria. « Et supplicaverunt (dice il doc. f) attentius celsitudini nostre ut quia perdiderant privilegium ipsum autenticum scriptum nostrum, inde ipsi ecclesie Iosaphat ad munimentum fieri faceremus ». Questa affermazione è importante e caratteristica, perchè prova la falsificazione dei documenti di Guglielmo II, anteriori al 1185, i quali ricordano la franchigia del porto. L' orditura generale e la enumerazione dei beni sono differenti in entrambi questi due documenti; ma i particolari sono identici. In c la tela è conforme alla bolla d' Innocenzo II del 1140, 18 Maggio, edita dal Delaborde a p. 50; mentre in g la tela è condotta sulla falsariga della bolla falsa di Adriano IV, a cui si avvicina anche k. Mostrerò: 1° che l'enumerazione dei beni del doc. c è uguale a quella della bolla di Innocenzo II; 2° che quella di g è conforme alla bolla di Adriano IV, ed a k; 3° che nei particolari c, g e la bolla di Adriano IV sono identici.