Textus Originalis

I DOCUMENTI INEDITI

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la storia di quelle vicende: « Le religieux se dispersèrent; quelques-uns passèrent en Sicile, les autres restèrent en Terre Sainte et continuèrent à vivre sous le gouvernement d' un abbé ». Antonino Amico, nella sua « Brevis et exacta Notitia originis monasterii s. Marie de Valle Iosaphat ordinis sancti Benedicti in Urbe Hierusalem » (1), ci fornisce un'altra notizia. Dopo aver parlato dello sviluppo ed incremento che quel monastero ebbe nell'Italia meridionale, così continua: « Sed postmodum crudelissimis inter Aragonenses et Andegavenses Reges de Siciliae imperio exortis bellis Monasteria fere omnia, et membra ad Ordinem Iosaphat pertinentia propemodum in nihilum redacta sunt: quapropter eorum bona cum Ecclesiis, quae in Calabria et Apulia obtinuerant, in commendam ibi commorantibus Monachis a Gregorio XI Romano Pontefice concessa fuere. » Sicchè il tempo della falsità di quelle carte va ricercato nel sec. XIII o nel XIV, cioè o fu opera degli stessi primi monaci di Valle Giosafat che si ridussero in Messina, quando, perduti i possedimenti nell'oriente, intesero il bisogno di rivalersene dimostrando che avessero vastissimi beni nell' Italia meridionale; o fu opera dei loro successori, quando vi furono le lotte fra gli angioini e gli aragonesi. L' inserzione del privilegio del 1188 negli atti della Cancelleria Regia sotto Ludovico di Angiò, e la scritta ch' è nel dietro del privilegio b, mi fa propendere per questa 2ª ipotesi, che per ora non posso dimostrare, mancandomi, come ho detto, il materiale che si trova a Catania. (1) STARRABBA, op. cit., p. 293.