Textus Originalis
PREFAZIONE
miche fra i critici del secolo scorso e i principî del nostro (1). Di S. Lorenzo d'Amalfi conosciamo, per le indicazioni del
Note a pie di pagina
1 (1) Fra le pubblicazioni recenti noto solo: NICOLA PARISIO, Due documenti greci inediti della Certosa di S. Stefano del Bosco, ora per la prima volta illustrati, Napoli, Desken, 1889. Sono notissime le Dispute fra il Vargas Macciucca e il Tromby nel secolo scorso, e il riassunto fattone dal Di Meo nei suoi Annali e agli anni cui si riferiscono i documenti che, in tesi generale, ritiene tutti apocrifi. A dare un'idea del bisogno di riesaminare serenamente la questione sui testi originali dell'Eremo di Stilo, o per lo meno su copie meno scorrette e interpolate, porto l'esempio seguente. Il Vargas e il Di Meo ritennero apocrifo, e a ragione, il diploma del Conte Ruggiero del 1097 Febbrajo Ind. V, di cui il Tromby avea dato il testo latino, Per convincerci dell'apocrifità basta riportare il brano seguente: « Quod actum est teste et concedente Adelaide coniuge mea et Malgerio filio meo, Willelmo de Altavilla etc. » Tanto il testo latino che l'originale greco sono stati pubblicati dal Trinchera a pag. 77, con questa nota: « Ex originali membrana bilingui Archivii Neapolitani, n. 7 ». Confrontando i due testi si ha ragione a ritenere autentico il greco, che non ha alcuno di quei nomi sospetti, ed è esatto nelle note cronologiche; sicchè la pergamena non fu originariamente bilingue. Questo identico caso si riscontra in una carta bilingue del Tabulario di S. Filippo di Fragalà edita coll'anno 1110 dal Buscemi (Bibl. Sacr., Palermo 1832, p. 335), dallo Spata a pag. 261, e dal Cusa, p. 335, coll'anno 1125 (?), e finalmente in maniera corretta e sul testo originale dal Cozza Luzzi (Arch. St. Sic., vol. XV, pag. 336 e segg.). La pergamena sarebbe pure bilingue; il testo greco ha l'anno cancellato, porta però il mese di marzo ind. III; il testo latino ha invece l'anno 1117, ma tace le altre note cronologiche. La data posta dallo Spata e dal Cusa sembra la più esatta, perché risponde alla 3a indizione e al tempo in cui visse l'Arcivescovo Guglielmo di Messina Il testo latino è falso; basta considerare che nel 1117, parlandosi di Adelaide moglie di Ruggiero si dica: bone memorie, quand'essa morì nel 1118; un'altra osservazione si detege dal testo dato dal Cozza Luzzi: Ruggiero v'è menzionato col titolo di re, e ciò nel 1117 (?!). Cf. C. A. GARUFI, Di una pergamena bilingue, etc., in Arch. St. It., S. V, 1899, t. XXIII, disp. I. Tanto la pergamena di Stilo di Calabria che l'altra di S. Filippo di Fragalà in Sicilia contengono due testi veri, che sono i greci, e due testi falsi che sono i latini. Pel primo il fatto è spiegabilissimo. I monaci di Stilo erano latini, o gallo-italici, quindi per loro comodità tradussero,