Textus Originalis
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lena (sito creduto il Plemmirio), e la natura dei loro tufi simili a quelli di questa penisola, fa supporre che pria fossero stati uniti con la terra ferma e che poscia l'impeto del mare, investendo questa parte, li avesse separati dalla citata penisola della Maddalena; ciò è confermato dall'esistenza di innumerevoli e grossi blocchi di pietra che si osservano nel fondo del mare e che per la loro natura e giacitura si possono riguardare come distacchi di quella costa. Questi scogli, tanto conosciuti perchè molto pericolosi ai naviganti, sono stati poco visitati e noi stessi, solo per la prima volta, nel principio dello scorso anno li abbiamo esaminato più da vicino: lo scoglio delle Carrozze si eleva dal mare 3 metri circa, la parte superiore è quasi piana e vi si osservano due opere di escavazione concave di figura circolare, una del diametro di metri 2, 50, l'altra di m. 4 circa, e tutte due non molto profonde, perchè il mare ne ha distrutto una parte. La grandezza di questi scavi circolari esclude l'idea di poterli attribuire ad orifizî di pozzi; paragonando questi ultimi con quelli esistenti nella prossima Punta di Massoliveri, meno distrutti dal mare, si riconosce che questi appartengono allo stesso genere di escavazione, eseguiti al medesimo scopo di sepolcro, ed esistenti pria di essere stati divisi dalla penisola della Maddalena. Ciò prova che lo scoglio in parola doveva far parte di quella penisola, dappoichè non si potrebbe ammettere che sopra tale scoglio, esposto ad essere continuamente coperto dalle onde del mare, si fossero fatte opere di escavazione per uno scopo qualunque. Nella spiaggia di Massoliveri tra le numerose opere di escavazione dello stesso genere ne esistono molte meglio conservate e noi, nella tavola I, n. 10-11 dell'annesso Atlante, ne abbiamo disegnato talune. Oltre di questi sepolcri, evidentemente di epoca preistorica, nella stessa penisola della Maddalena altri ne esistono non ancora esplorati nel pendìo meridionale, tra le case di Terragozza e quelle di Bufardeci, presso la contrada chiamata del Bosco, tutti scavati nella roccia. Per ora noi ci limitiamo a indicarne la località per occuparcene poscia particolarmente, riferendoci ai tipi dei sepolcri di Siracusa appartenenti ad epoche diverse. Proseguendo a descrivere il gran Porto di Siracusa, vediamo