Textus Originalis

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che le stesse trasformazioni subìte allo ingresso di esso, si ripetono, e per l'istessa causa, tra il faro di Massoliveri e la Punta Calarina. Questa parte del Porto trovasi la più esposta alle mareggiate che entrano con violenza dal suo ingresso, situato, come abbiam detto, tra l'isola di Ortigia ed il faro di Massoliveri e che vi hanno scavato un gran seno, che varî scrittori chiamarono seno Dascone: e tale continuo lavorìo del mare nel percuotere le sponde tufacee della penisola della Maddalena, oltre di avere scavato quel seno, rivolgendosi al lato opposto, ha prodotto dentro il bacino del Porto un movimento curvilineo, il quale ha contribuito a dare a quel Porto l'attuale configurazione che vediamo. La punta di Massoliveri e quella di Calarina determinano l'imbocco di quel gran seno in cui la formazione della costa presenta meno resistenza al mare, perchè formata di tufi teneri e di argille che, per l'azione meccanica delle onde e quella dissolvente delle acque salse, continuamente si distruggono, e, tenendo conto del lavorìo del mare nel lato opposto, è facile prevedere che col tempo quella penisola si possa trasformare in isola. Con minore facilità i sopra detti capi di Massoliveri e Calarina vengono scalzati dal mare alla loro base, ove cominciano ad apparire a livello delle acque, le roccie più tenere, eppure da quella costa principiano a distaccarsi degli enormi massi che tutt'ora si osservano nel fondo del mare prossimi a quei capi, e noi, nell'anno scorso, abbiamo veduto presso la punta Calarina staccarsene grossissimi, ed uno del volume di 2000 mc. Alla Punta Calarina riappariscono le roccie di tufo più resistente, ma alla sua estremità occidentale ricominciano le argille sulle quali si vedono al giorno d'oggi le saline di Siracusa; poscia succedono le arenature prodotte dai detriti scavati dal mare e dai depositi dell'Anapo, alla cui foce, le arene smosse dal movimento circolare del mare, formano delle dune le quali rendono talvolta molesta l'entrata e l'uscita delle barche nel fiume. L'Anapo s'interna nella direzione di occidente metri 1400 circa, sino ad incontrare le limpide acque provenienti dalla Fonte Ciane, che in grandissima quantità sgorgano dalle viscere della terra in due distinti siti nominati la Pisma e la Pismotta. Il corso di queste acque si può percorrere in barca, le sponde non