Textus Originalis
Questa Massīnī o Massīnah [come la scrivon anco] è posta sull'angolo settentrionale dell'isola: città notissima per la copiosa [produzione] dell'uva e del vino. Essa giace nella parte dell'isola che fa fronte alla Qalāfriah (Calabria). Spesseggiano in Sicilia i tremuoti; donde rovinan quivi di molti edifizii. L'isola ha più di cento castella. Gira diciassette giornate [di cammino]. È lunga in linea retta cinque giornate. La maggiore città, sede [della corona] dell'isola è Palermo: vi sono anco delle altre città, ma sempre le più famose son queste due [che ho messe nella tavola], voglio dire Palermo e Messina. Apparteneva [un tempo] ai Musulmani; ma loro uscì [dalle mani] e in oggi la tengono i Cristiani. Al dir dello Šarīf 'al Idrīsī (Edrisi) la Sicilia gira cinquecento miglia. § 2. (Nella descrizione delle isole del Mediterraneo). L'isola di Qawṣarah (1) (Pantellaria) sta di faccia all'Affrica, non lungi da Tunis. È distante dalla Sicilia una giornata [di navigazione], e va messa verso la fin del quarto clima. Vi si trova l'albero del mastice, e se ne trae fuori de' fichi e del cotone in gran copia (2). § 3. Nella descrizione della parte settentrionale della Terra, dopo aver detto de' paesi di Ṭusqān (Toscana), l'autore continua: Ecco le parole d'un che ha visti i detti paesi. Rimpetto a Roma [s'innalzano] dal mare due alte montagne, nelle quali perennemente apparisce fumo il giorno e fuoco la notte. Il nome della prima è (1) Così è notata la pronunzia a lettera a lettera. (2) Conf. qui sopra il Cap. XV, pag. 232, nota 2. Ammettendo la variante si dovrebbe dire in vece «e dell'Adraganti».