Textus Originalis
canizie de' miei capelli, e m'è ritrosa colei che regna sul mio cuore». «[Dite] s'egli è da uom di mente e di senno il preferir due occhi scialbi (1) a due negri?» Della stessa dinastia 'Abū 'al Qāsim cAbd 'Allah 'ibn Salmān (2), il Kalbita, del quale [abbiam] questi versi: «Attendete con ardore alle nobili azioni, [imitate me] che ne sono appassionato:» «Bramo la loro compagnia, come se fossero le mie innamorate, e le difendo come se fossero la mia propria famiglia». E questi altri: «Non udii, non vidi mai cosa come questa: una fiamma che girava [nella brigata] per man della coppiera». «Le (3) tolsi il velo che appena vedeasi il primo albore, ed oh stupore! ecco [già] surto il giorno a quell'ora!» E questi altri: «O tu che mi assassini con un languido sguardo e mi dai torture di amore con una fiorita guancia!» «La lagrima è compagna immancabile dello sguardo ch'io ti volgo; talché mi sembra ch'essa ci faccia la guardia (4)». (1) Letteralmente: «La bianchezza di due occhi alla negrezza». (2) Ne' ricordi storici della casa Kalbita di Sicilia non si trova questo Salmān. (3) Il pronome femminile si può applicare a «coppiera» ed a fuoco, che in arabico è di quel genere; onde a bella posta qui l'ho tradotto fiamma. Il poeta ha voluto scherzare sul doppio significato, alludendo al vino color di fuoco al quale ei toglieva il velo della schiuma. (4) Letteralmente «che sia qualche ispettore, qualche soprantendente».