Textus Originalis
e l'orneremo con un vezzo di perle ben compartite. Ritornando ora al nostro argomento, diciam che questa è tra le più fertili isole, anzi tra' più fertili paesi [del mondo]; un di quelli che godono [l'avvantaggio di] più aperte costiere, e che [possono vantare di essere] state abitate da tempo più remoto: e ciò per la bontà dell'aria, ed altresì per le piantagioni d'alberi peregrini e per le [svariate] sorta di frutta. Parecchi che sono stati in quest'isola, tra i quali l'egregio Šuǧāc 'ad dīn 'al Ḫuwarazmī (del Ḫarīzm), il turcimanno, benché questi non v'abbia passata che una notte, e lo šayḫ cAbd 'Allah 'ibn. . . . 'al Qurṭubī (da Cordova), il rabbino, me n'hanno date delle notizie che confermano pienamente le descrizioni [degli autori]. Sede del re di questa isola è la città di Palermo, la quale giace in riva al mare, nella parte occidentale [dell'isola]; circondanla i monti; è [difesa da] eccelse mura, da torri ben edificate e da salde cortine. Dividesi in due parti: i castelli (1) e il borgo; v'ha de' palagi, de' bagni, de' fondachi, de' vasti mercati, e vi rimangono delle moschee [dal tempo] della dominazione musulmana. Evvi altresì l'arsenale per la costruzione delle galee, e [ne' dintorni], de' giardini chiusi, delle acque correnti e de' mulini [mossi da] quelle (2). (1) Nel testo è la voce qaṣr al plurale. Dunque l'autore non allude al solo Cassaro, come fa Edrisi; ma anche alla Kalsa, al castello a mare, ed alla ḥalqah della reggia. (2) Si confronti con Edrisi, qui sopra Cap. VII, pag. 60. cUmarī ne copia alcune parole, ma si discosta in qualche parte essenziale della descrizione.