Textus Originalis
La seconda delle sue città è Taormina, fortezza difendevole e paese di sito eccelso, un de' più celebri fortalizii primitivi; ed è situata in un monte che sovrasta al mare. Essa ha un bel porto, nel quale ancorano le navi (1) [provenienti] da ogni parte; si esporta di qui gran copia di cereali (2). La Sicilia ha molte altre città: Partinico (3), Trapani, Mazara, Sciacca, Girgenti, Butera, Scicli: e quivi è l'cAyn 'al 'Awqāt (Donna Lucata), [così detto] perchè non [vi] scorre [l'acqua] se non che alle ore delle preghiere (4). 'Ibn Munqiḏ, ritornando dal Maġrib, dove l'avea mandato il sultano Saladino, narrò essere in quella regione una fonte che scorre cinque volte [al giorno]: appunto il numero delle preghiere [musulmane]. Così egli per le generali, senza indicare propriamente il luogo, né spiegare il modo. [Continuando, è da ricordare] Ragusa, Siracusa, Aci, Taormina, Messina, Patti, Naso, Caronia, Cefalù, Castrogiovanni, Noto, Catania, Marsala, Carini e K.rkūdī (5). (1) Il testo qui dice gàlee, ma parmi usato questo vocabolo in significato generale, o piuttosto per erronea lezione. Si confronti Edrisi qui sopra, Cap. VII, pag. 69. (2) Cf. Edrisi, l. c., con la stessa avvertenza che 'Umarī talvolta lo copia. (3) Il codice ha n.n, che nella scrittura arabica si avvicina un poco alle ultime lettere di Bartiniq. Ho sostituito questo nome, perchè risponde alla prima città marittima importante nel XII e XIII secolo, che s'incontra incominciando da Palermo il giro dell'isola dalla parte di ponente. (4) Cf. qui sopra, Cap. VII, pag. 75. (5) Il nome è scritto così esattamente. V. il Cap. VII, pag. 99, nota 2, e il Cap. XI, pag. 215, nota 2. Mi nasce ora il dubbio che i