Textus Originalis
Le ròcche [della Sicilia] sono: il Castel di Tusa, la ròcca di Qalcat 'al Qawārib (1), il castel di Demona, San Marco, il castel di Naso, il castel di Patti, il castel di Milazzo, la rocca di Noto (2), il castel di Vicari, il castel di Giato, il castel di Calatrasi, il castel di Corleone, la ròcca di Qalcat 'aṭ Ṭarīq (3), il castel di Prizzi, il castel di Raja, il castello di Salemi, il castello di Platani, la Ròcca della cinghia- nomi Qarqūdī e Karkūd possano rappresentare unico luogo. Il primo si legge in Edrisi, che scrisse nel XII secolo; e manca in Yāqūt, il quale cavò le notizie della Sicilia da autori del paese anteriori a quell'epoca: al contrario, il secondo nome manca in Edrisi. La lettera q poi replicata nell'uno, ch'è la 21ª dell'alfabeto arabico, rende pressoché il medesimo suono di k replicata nell'altro, ch'è la 22ª: e potendosi supporre con fondamento che il vocabolo fosse estraneo alla lingua arabica, non farebbe alcuna maraviglia lo scambio nella pronunzia e però nella scrittura. Si ricordi anco che nel citato luogo di Edrisi alcuni codici danno anche Darqūdī e che la d in una scrittura poco accurata, sia nashi sia magrebina, si può confondere con la k. Infine si ponga mente a questo: che tra le fonti di Yāqūt e quelle di Edrisi era passata di mezzo la guerra del conquisto normanno. Spero che nuovi documenti possan chiarire il dubbio che mi si è affacciato. Ritornando ora ad 'Al cUmarī, il quale attinse, come abbiam visto, alla geografia di Edrisi, avverto che alcuni nomi de' precedenti e di que' che seguono sono male scritti nell'unico codice che abbiamo, ond'io restituisco la più parte con la scorta di Edrisi. Tra le castella altro è indicato con la qualità di ròcca, altro di ḥiṣn (castello); mi par bene di notar l'uno e l'altro, ancorché il compilatore spesso dia la qualificazione di castello ad alcuni luoghi che hanno qalcat nella composizione del nome. (1) V. qui sopra, Cap. VII, pag. 65. Il ms. ha ǧawārib. (2) Patti e Noto son già nominati tra le città. Ma qui non si può leggere altrimenti. (3) V. Cap. VII, pag. 87.