Textus Originalis
CAPITOLO XXIII. Dal Nasq 'al 'Azhār, ecc. (Il profumo de' fiori, ossia le Maraviglie de' varii paesi) per Muḥammad 'ibn 'Aḥmad 'ibn 'Ayās (1). E l'elefante, dal quale prende il [suo secondo] nome questa città [di Catania], è un talismano di sasso negro in figura di elefante, che a' tempi antichi stava in cima di un eccelso edifizio e indi fu trasportato [dinanzi] una chiesa di qui, che s'appella la Chiesa de' Monaci, e giace [nella parte] occidentale di questa città (2). (1) Da' codici parigini, Anc. Fonds, 595, e Supp. Ar. 904, fog. 210 recto e 249 verso del primo, e pag. 220 e 264 del secondo. Son tutte frasi spigolate in Edrisi. È alquanto diverso il passo seguente a fog. 211 recto del primo codice e pag. 231 del secondo: il qual passo si confronti con Edrisi, qui sopra, Cap. VII, pag. 71. (2) Temo che quest'ultimo inciso sia estraneo al periodo che tratta dell'elefante. V. le linee 17 e 18 dell'or citata pag. 71. CAPITOLO XXIV. Dal Futūḥ 'al Buldān (Conquisti de' [varii] paesi) per 'Aḥmad 'ibn Yaḥyà, 'al Balāḏurī (1). § 1. Conquisti delle isole del Mare. . . (2). Dicono che Mucāwīah 'ibn Ḥudayǧ 'al Kindī abbia osteggiata la Sicilia (3) al tempo di Mucāwīah 'ibn 'abī Sufiān, e ch'egli sia stato il primo [musulmano] che vi portasse guerra. Indi non cessò l'infestagione dell'isola. La dinastia di 'Aġlab 'ibn Sālim, l'Affricano, conquistovvi più di venti città. L'isola [adesso] è in poter de' Musulmani. 'Aḥmad 'ibn Muḥammad 'ibn 'al 'Aġlab, sotto il califato del Comandator de' Credenti 'Al Mutawakkil calà 'Allah, ha espugnata in questa isola Qaṣryānih (Castrogiovanni) e la fortezza di Ǧalyānah (Gagliano). Narra 'Al Wāqidī che cAbd 'Allah 'ibn Qays 'ibn Muḫallad 'al Fazārī (4), [assalita] la Sicilia, vi fece (1) Dal codice di Leyda, notato al N. dcclxxij del Catalogo del Dozy. Si confronti con la edizione del prof. De Goeje, Leida 1866, che citerò con la lettera G. (2) G. pag. 235. (3) Notisi che questo antico scrittore principia il nome di Sicilia con la ṯ, non già con la ṣ, che poi prevalse nell'uso. (4) Così io corressi, secondo il Nowairi, Bibl., Cap. XLVIII, § 2, anno 33, questo nome etnico che è quasi illeggibile nel codice di Leida. G. 'Al Diraqī.