Textus Originalis

[molti] prigioni; presevi de' simulacri d'oro e d'argento coronati di gemme, e mandolli al [califo] Mucāwīah; il quale li spedì a Bassora, perchè fossero recati in India, a fine di venderli con avvantaggio. § 2 (1). È in Ponente una provincia detta la Gran Terra [d'Italia], distante da Barca quindici giornate di cammino, poco manco o poco più. Quivi giace, a spiaggia di mare, una città chiamata Bārah (Bari), la cui popolazione è cristiana, pur non [appartiene alla schiatta] de' Rūm (2). Fu osteggiata questa città da Ḥablah (3), liberto di 'Al 'Aġlab; ma costui non potè insignorirsene. La riassaltava Ḫalfūn il berbero, liberto, come si dice, [della tribù arabica] di Rabīcah, e riusciva ad espugnarla, ne' primordii del califato di 'Al Mutawakkil calà 'Allah. Dopo Ḫalfūn resse Bari un uom per nome Mufarraǧ 'ibn Sallām (4); il quale prese e tenne [in quella regione] ventiquattro castella, e fatto signore di questo [novello territorio musulmano], scrisse al direttore della posta di Egitto, informandolo del fatto, e aggiugnendo com'egli non sperava benedizione divina per sé, né per alcuno de' Musulmani che lo seguivano, se il pontefice [musulmano] non gli conferisse il comando militare della provincia e l'ufizio di wālī della (1) Nell'Appendice, pag. 1 e 2 del testo. 'Ibn 'al 'Aṯīr, qui appresso, Cap. XXXV, a pag. 239 del testo arabo, copia questo paragrafo, scorciandolo in fine. (2) Mi sembra che il Balāḏurī, che scrivea in Oriente sopra fonti probabilmente orientali, intendesse qui designare col nome di Rūm i Bizantini, non già gli Italiani. (3) 'Ibn 'al 'Aṯīr, l. c., dà a costui il nome di Ḥayāh. (4) Sālim, secondo 'Ibn 'al 'Aṯīr, l. c.