Textus Originalis
e tolsene gran preda, sopratutto di lavorìi d'oro, d'argento e di gemme. Rimbarcatosi per ritornarne, fu colto [in viaggio] da un vento tempestoso, ond'egli affogò; gli altri perirono [secolui, o] furono gettati su la costiera dell'Affrica [propria]. Il che risaputo da Mūsā, egli spacciò Yazīd 'ibn Masrūq con [una schiera di] cavalli, a frugare i legni e le persone dell'armata che il mare avea gittati su per quelle spiagge. Yazīd trovò [tra le altre cose] uno scrigno [ben] pieno, e fu questo, soggiugne il narratore, l'origine della sua ricchezza. Egli dicea: (1) Incontrai un vecchio che appoggiavasi ad una canna, il quale, [volendo io frugarlo], mi fece resistenza: onde gli strappai la canna di mano e gliela ruppi in testa; quand'ecco piover giù dalla canna perle, gioielli e monete d'oro (2). Dopo [il caso di cAṭā'], Mūsā fece raccogliere nell'arsenale di Tunis le navi e i marinai campati dal nau- (1) Il testo ha: «lo incontrai [già] vecchio». Secondo l'avvertenza del Fleischer, ho corretta questa lezione come la dà 'Ibn cAbd 'al Ḥākim. Il rinvenimento dello scrigno prezioso e lo scoprimento dei dīnār nella canna, sembrano due fatti diversi, avvenuti a due diversi condottieri, che Mūsā mandò in due diversi tratti della costiera. Lo pseudo 'Ibn Qutaybah, o il copista, saltò, come parmi, una parte della narrazione, e 'Ibn cAbd 'al Ḥākim un'altra. (2) Si confronti 'Ibn cAbd 'al Ḥākim, op. cit., pag. 8 del testo e 24 della versione inglese. In questo passo, tolto da un 'Ibn Lahīcah, l'aneddoto è riferito ad cAmr 'ibn 'Aws. Narrava costui che, mandato da Mūsā a frugare gli scampati dal naufragio di cAṭā', gli era spesso avvenuto di trovarne di quelli che aveano nascose là dove il tacere è bello delle monete d'oro ravvolte in un cencio, e che tra gli altri, volendo frugare un tale che s'appoggiava ad una canna, quegli fece resistenza; onde cAmr gli strappò la canna, ecc. Con pochissime eccezioni le parole del racconto sono identiche.