Textus Originalis
fragio; ed entrato l'anno ottantacinque (14 gen. 704-1 gen. 705), bandì che ognuno si apprestasse ad impresa marittima, e ch'egli v'andrebbe in persona. Piacque cotesta [chiamata alla guerra], onde la gente affrettassi [a venire]. Mūsā riempì le galee: non rimase a terra alcuno degli šarīf ch'erano nel suo [esercito]. Ma quando furon tutti entrati in nave, né altro rimanea che a levar le àncore, Mūsā, fattasi recare una lancia, annodovvi [l'insegna, porgendola] al proprio figliuolo cAbd 'Allah: e sì lo prepose allo esercito, comandandogli di salpare immediatamente. Mūsā avea spacciato di andare in persona, al solo scopo di far imbarcare i forti, i prodi e i nobili, e però l'impresa fu appellata la scorreria de' Nobili. Ripiglia il narratore, dicendo, che cAbd 'Allah 'ibn Mūsā fé' vela con parecchie navi; che questa fu la prima spedizione marittima uscita da' porti dell'Affrica [propria], e ch'essa, capitata in Ṣiqīlīah (1), espugnovvi una città, nella quale trovò [ricchezze] non si sa quante; ma soltanto che [nella division della preda] la parte di ciascuno arrivò a cento dīnār d'oro: e i Musulmani eran tra mille e novecento. § 2. [In altra impresa] Mūsā diè il comando delle navi d'Affrica ad 'Ibn cAyyāš. Questi passò l'inverno in mare; ed occupata una città che si chiama Siracusa, ritornò sano e salvo, l'anno ottantasei (2 gen.-22 dic. 705). (1) Così scritta con insolita lezione, diversa pure da quella di Sīqilliah che ho ricordata poc'anzi.