Textus Originalis
strage di loro, fanti e cavalieri; onde i Rūm, possedendo [numero sufficiente di] navi, s'accordarono nel partito di riparare nelle isole [vicine]. E così rifuggironsi [parte] in Sicilia e [parte] in Spagna: ed Ḥassān entrò nella città con la spada alla mano; fece prigione [quanta gente] rimaneva, prese tutta la roba che vi trovò. Mandò poi ne' luoghi abitati dei dintorni [ad invitare] le popolazioni [berbere?], le quali corsero ad unirsi alle sue [forze]. Comandò egli allora di demolire Cartagine e tagliarne gli acquedotti. [All'incontro] ragunaronsi i Rūm per opporglisi, ecc. (1). Indi (2) accozzatisi i Rūm e i Berberi, fecer oste contro Ḥassān; vennero a giornata con esso, e il Sommo Iddio li sbaragliò. Sbigottiti chiesero l' 'amān; ma [il capitan musulmano] nol volle concedere, se non a condizione che tutte loro tribù unite gli dessero dodici mila cavalieri per combatter la guerra sacra insieme con gli Arabi. Assentirono e si fecero musulmani. Indi Ḥassān diè a ciascuno dei due figliuoli della Kāhinah (3), che avean già professato l'islamismo, il comando di sei mila cavalli berberi, e mandolli con [alcuni squadroni] di Arabi a conqui- (1) Segue la vittoria degli Arabi a Saṭfūrah; la vittoria della Kāhinah; la ritirata degli Arabi a Barca; il ritorno di Ḥassān nell'Affrica propria. Ripiglio il testo col passo seguente. (2) Foglio 6 recto. (3) Ossia «l'indovina, la profetessa». Celebre donna che comandava la tribù berbera de' Ǧarāwah, e che, messasi alla testa dei Berberi circonvicini, sfidò per parecchi anni i conquistatori Musulmani nell'Affrica propria; li sconfisse nel 69 (688-9) e fu uccisa nel 74 (693-4). V. Ibn Khaldoun, Hist. des Berbères, versione francese, I, 214, et passim.