Textus Originalis
stare [il resto dell'] Affrica [propria] e combattere i Rūm e i Berberi non musulmani. Fu questo il principio della partizione delle terre ai Berberi, nell'Affrica [propria]. Si dividea tra loro [tanto] il fayc (1) [quanto] il terreno. E comportaronsi i Berberi con lealtà; e l'Affrica [propria] tutta si sottomesse ad Ḥassān, il quale v'istituì i dīwān (ufizi pubblici). Venuto indi a Qayrawān, comandò di ristorare la moschea ǧāmic di quella città, e fecene bellissimo edifizio, che fu recato a compimento nel mese di ramaḍān dell'anno ottantaquattro (sett. ott. 703). Indi egli mosse verso Cartagine, ma arrivato a T.nb.d.h (Tubnah?) (2), mandò il suo liberto 'Abū Ṣāliḥ a Qalcat Raġwān; il quale si messe a campo ad una terra, che poi prese da lui il nome di B.hǧ (Faḥṣ, La pianura di) 'Abū Ṣāliḥ. Combattuta questa terra per tre giorni senza poterla espugnare, Ḥassān lasciò l'esercito a Tunbudah; mosse verso Raġwān con la cavalleria leggiera, ed espugnata quella città, ritornò a Tunbudah e indi verso Cartagine; presso la quale pose il campo, nel luogo, dove [poi egli stesso] scavò un canale di mare e costruì l'arsenale. Uscita a combatterlo la gente di Cartagine, dopo aspra battaglia, il Sommo Iddio sbaragliò gli Infedeli: sì che Ḥassān impadronissi della pianura di Tunis e di Cartagine. Convinti per tal modo i Rūm della sua pos- (1) Ossia i tributi prediali e personali dovuti dagli Infedeli. St. de' Mus., II, 27 segg. (2) A questo nome si adattano gli elementi della scrittura che qui non ha punti diacritici; ma vi manca il d, che ci porta qui appresso a leggere Tunbudah.