Textus Originalis

Manṣūr e de' suoi seguaci, rispose: «Egli è vero; «ma opprime anco i Giudei ed i Cristiani». Ma 'Asad [rinfacciò] alla brigata: «O che, poc'anzi voi non «eravate [come] fratelli con costui? Adesso non siete «mutati né l'uno né gli altri: noi dunque, come sa«pemmo resistere a voi ed a lui uniti insieme, e così «farem testa a lui, mentr'è solo». [A queste parole] avventassi contro di lui alcun [dei capi] delle milizie; onde i due cadì si allontanarono insieme temendo [per la vita]. Nel mese poi di ramaḍān del dugento undici (dicembre 826) Manṣūr e le milizie furono sbaragliati; Iddio, che Egli sia esaltato, diè la vittoria a Ziādat 'Allah; l'Affrica [propria] tornò all'obbedienza, ed egli abbattè le mura di Qayrawān. Dice Sulaymān 'ibn cImrān: Al tempo di 'Abū 'al cAbbās ('ibn 'Ibrāhīm, predecessore di Ziādat 'Allah), io fui presente [alla stipolazione] della tregua con la Sicilia. Erano adunati gli šayḫ e gli ottimati del Qayrawān, ed io sedea tra gli altri. Fu scritto sotto gli occhi di lui ['Abū 'al cAbbās] l'atto della tregua, e letto all'adunanza: nel quale [tra le altre condizioni] si dicea che [i Siciliani] fossero obbligati a lasciar partire qualunque musulmano che, andato nel loro paese, volesse ritornare [in terra di] Musulmani. Ma venuto Fīmīh [Eufemio, in Affrica], durante questa tregua, sotto il governo di Ziādat 'Allah, fu riferito [all'emiro] che presso i Rūm eran prigioni alquanti Musulmani. Allora Ziādat 'Allah, convocati i notabili con l'intervento di 'Asad e di 'Abū Muḥriz, interrogò sul caso i due cadì. Dei quali 'Abū Muḥriz disse: aspettiamo che si chiarisca il fatto; 'Asad consigliò