Textus Originalis
d'interrogare sul proposito gli stessi inviati loro. Ma 'Abū Muḥriz: «E come mai, replicò, potremmo «accettare le affermazioni di cotesti ambasciatori, sia «a carico o sia a discolpa dei loro [proprii concitta«dini?]». Al che 'Asad rispose: «Per [mezzo] «degli ambasciatori noi fermammo la tregua con co«storo, e su le parole degli ambasciatori dichiare«remo ch'essi l'hanno violata. Non v'accasciate [con«tinuò], ha detto il Sommo Iddio, non v'accasciate, «non chiedete la pace, mentre avete l'avvantag«gio (1). E così [io vi dico] non v'appigliate sì tena«cemente a questo [patto]: e nostro sarà l'avvantag«gio!». Allora Ziādat 'Allah interrogò gli ambasciatori, i quali risposero: «È vero, essi li hanno ritenuti, «perchè la loro religione non permettea di renderli». Tra cotesti ambasciatori era un musulmano. All'istante Ziādat 'Allah decretò l'impresa di Sicilia: e poiché 'Asad gareggiava per [ottenere il comando della] spedizione, e rincrebbero [coteste sue brighe] all'emiro, Asad andava brontolando: «Non mi vogliono perchè «mi tengono uom da nulla. Hanno trovati i nocchieri «che governino le navi, e credon che non avranno «bisogno di chi le conduca secondo il sacro libro e la «Sunnah!». Narra 'Aḥmad 'ibn Sulaymān che i dottori dell'Affrica [propria] ripugnavano all'impresa di Sicilia, per cagion della tregua fermata con quel paese; non essendo ben sincerati che il patto fosse (1) Sura XLVII, v. 37. Nel codice si legge 'islām in vece di silm «pace»: e ciò muterebbe il significato nel modo ch'io scrissi nella mia St. de' Mus., I, 259, 260. Ma è da supporre piuttosto un errore del copista, che una variante del Corano.