Textus Originalis

stato violato dalla parte dei Siciliani. Quando Ziādat 'Allah diè ad 'Asad il comando di questa impresa e gliela affidò, 'Asad gli disse: «Che Dio prosperi «l'emiro! [lo prego di investirmi del comando] dopo «[che avrò lasciata] la magistratura di cadì, e che, «considerato ciò che è permesso dal Sommo Iddio e «ciò che è vietato, mi deponga [dalla magistratura] e «mi conferisca il comando». Ma Ziādat 'Allah gli rispose: «No, non ti rimuoverò dall'ufizio di cadì, e «ti commetterò quello d'emiro, che è dignità mag«giore, lasciandoti pure il titolo di cadì, sì che tu «sarai cadì emiro». E così 'Asad partissi: né mai prima di lui nei paesi d'Affrica era avvenuto che fossero uniti in una stessa persona gli ufizi di emiro e di cadì; né lo furono che in persona di lui. Narra 'Abū 'al cArab che 'Asad partì per la Sicilia nel mese di rabīc, primo del dugento dodici (giugno 827), recando seco nell'esercito dieci mila cavalli a un di presso. Al dire di alcuni dei nostri šayḫ, quando 'Asad marciò verso Sūsah, a fine d'imbarcarsi per la Sicilia, i principali dottori e molti notabili lo accompagnarono per fargli onore. Avea Ziādat 'Allah comandato che nessuno dei suoi cortigiani mancasse al seguito. Cavalcava 'Asad con numeroso stuolo. Vedendo sì gran tratta di gente di faccia, alle spalle, a dritta e a sinistra, mentre annitrivano i cavalli, batteano le taballe, sventolavano le bandiere, ei disse: «Non v'ha Dio che il «Dio unico, senza compagni. Affediddio, o nobile adu«nanza, né il padre, né l'avolo mio ebber comando; «[e pur] nessuno ha mai visto uom al quale sian «fatti questi [onori] che voi vedete! Ebbene [sappiate «ch'] io li ho conseguiti con la penna, [non con la