Textus Originalis
scrisse al [califo] 'Al Māmūn del conquisto di Sicilia [fatto] per mano di 'Asad 'ibn 'al Furāt. Narrasi che 'Asad abbia detto ad Eufemio, il cristiano, ambasciatore [dei sollevati di Sicilia?] «Scostati da noi; «non abbiam bisogno d'aiuto vostro», ed abbia aggiunto: «mettetevi in capo un segno, affinchè nessuno di noi vi faccia oltraggio, ignorando che siete «dei nostri aderenti». E però essi posersi in testa dell'erba per segnale. Dice Sulaymān 'ibn Sālim: sursero dissidii tra 'Asad e 'Ibn Qādim, perchè, all'arrivo di 'Asad in Sicilia, la gente patì tanta fame, che mangiarono per fin della carne di cavallo. Alcuni andaron a trovare 'Ibn Qādim; il quale si appresentò con loro ad 'Asad e gli disse: «Torniamo in Affrica; che la vita di un sol «musulmano ci preme più che tutti i politeisti quanti «son essi». Rispose 'Asad: «Non son io l'uomo che taglierà i passi (1) al [popolo] Musulmano, mentre ha pur tanto avvantaggio!» Spiacque [nel campo] così fatta risposta. Allora 'Asad pensò di bruciare le navi: e uscì dalle labbra d' 'Ibn Qādim il detto: «Per manco di questo fu ucciso cUṯmān 'ibn cAffān». Castigonnelo 'Asad con battiture; senza però farlo denudare: che gliene fé' dar poche; forse tre o quattro. Egli continuò l'impresa, costante e vittorioso; diè fiere battaglie ai Rūm, [nelle quali] sbaragliolli; ne fece strage; li spiantò [dall'isola]. Ondechè presero i Musulmani ad abitarvi e poservi colonie. Ma poscia il Sommo Iddio (1) Letteralmente: «che intercetterà l'curwah»; il qual vocabolo, tra tante altre cose, significa pascolo, sostegno, cosa su la quale si fa assegnamento.