Textus Originalis

dei negri [adoperati al lavoro] dicea: «Noi vedemmo «una gran luce su quella tomba, e fu questo che ci «trattenne dal guastarla». § 8. (1) Dalla biografia di 'Abū Hārūn 'al Andalusī (2). Narrazione di 'Abū Bakr 'Aḥmad 'ibn Muḥammad 'ibn 'abī Yaḥyà, 'al Qurašī, 'as Siqillī (della tribù di Qurayš, il siciliano) (3), il devoto. Dice costui: «'Abū 'al Ḥasan cAlī 'ibn Muḥammad, il giureconsulto, dopo avere raccontato in una brigata de' nostri socii i casi [di parecchi] uomini virtuosi e le loro gesta guerresche, disse queste parole: Il magrebino Hayān, il devoto, (soprannominato?) 'Al Mustanīr (4), [trovandosi] in un'adunanza di uomini di varii paesi, faceva il racconto che segue: 'Abū Bakr Sacdūn, che Dio abbia misericordia di lui, uomo astinente, devoto e dabbene, dissemi [un giorno] che, facendo il pellegrinaggio, avea conosciuto alla Mecca 'Abū Hārūn 'al 'Andalusī, ecc. (5). 'Abū Bakr, il siciliano, uno dei seguaci di Yaḥyà 'ibn cUmar mi disse: Io serviva (6) 'Abū Hārūn 'al 'Andalusī, ch'era molto amico del mio padre. Un giorno andai con esso lui alla bottega di un barbiere che dimorava presso la moschea (1) Foglio 60 (oggi 58) recto. (2) Morì il 292 (904-5). (3) Lo stesso personaggio è citato a foglio 107 (oggi 105) verso, come autore di un racconto relativo ad 'Ibn Ǧazū; il quale fu contemporaneo di cUbayd 'Allah, fondatore della dinastia fatimita. (4) «Colui che cerca l'illuminazione interna». (5) Foglio 61 (oggi 59) recto. (6) Così talvolta faceano i discepoli.