Textus Originalis
quest'ufizio avea tenuto quello di muḥtasib nel Qayrawān, e li fece bastonare entrambi ed oltraggiolli. Inoltre ei messe a morte 'Ibn Huḏayl e 'Ibrāhīm 'ibn 'al Bardūn. Come prima egli entrò in ufizio, provvide che si aggiungessero all'appello della preghiera [le parole]: «Sorgete alla migliore delle opere». Pure sofferse per un sol anno che si pregasse col qiām (1). Indi lo vietò; onde la più parte dei cittadini smossero di far la preghiera nelle moschee. Inoltre ei prese i beni dei lasciti pii e [di que' destinati alle] fortezze (2); tolse via le armi da' castelli posti sul mare, e comandò che i giureconsulti non dessero responsi, né scrivessero contratti, eccettuati i miscredenti, seguaci del rito orientale (3). Comandò ancora di toglier via dalle castella e dalle moschee i nomi di coloro che le aveano edificate, e dei principi che aveanle inaugurate; e che in luogo di quelli si mettesse il nome del Mahdī, che Iddio lo maledica. § 11. Anno 302. Biografia di 'Abū cUṯmān Sacīd 'ibn 'al Ḥaddād (il figliuolo del fabbro) (4). Costui, che Dio l'abbia nella sua misericordia, curava tanto poco le cose del mondo, che avendo ereditati quattrocento dīnār da un suo fratello morto (1) Formola delle parole che ciascun Musulmano ortodosso è tenuto a profferire sentendo l'appello alla preghiera. (2) Lasciti pel mantenimento de' volontarii ne' posti di guardia su i confini, altrimenti detti ribāṭ; onde il noto nome di 'Al Murābiṭ. (Almoravide, Marabutto, ecc.). (3) Così gli ortodossi d'Affrica chiamarono il rito sciita, che veniva dall'Oriente. (4) Foglio 71 (oggi 69) recto.