Textus Originalis

'aṭ Ṭanǧī (1), ch'io ho visto e conosciuto; uomo che molto si travagliò per tutta la sua vita; ascetico e assiduo recitator di preghiere. Gli comparia [talvolta] il suo nemico 'Iblīs, in figura d'uomo, dicendogli: «Noi «ti affliggeremo sempre e, per Dio, il tuo cuore non «avrà requie se tu non smetti da quel che fai». Ed 'Abū cAlī a rispondergli: «Via di qui, o nemico «di Dio. Se piace al Sommo Iddio non smetterò «giammai». Ma un giorno mentre 'Abū cAlī dormiva sopra un banco, il nemico di Dio lo voltolò in guisa che lo fé' cascare, ond'ei si fece in fronte una ferita, la quale gonfiò tanto ed allargossi da prendergli tutto il viso. E il nemico di Dio veniva sempre a dirgli: «Smetti! e cesserà questo tuo dolore». Ma quegli sempre gli replicava: «Va via, nemico di Dio, «per Dio non smetterò mai, quand'anche avessi a mo«rirne». E di questo malore veramente egli morì; che il Sommo Dio l'abbia nella sua misericordia! Dice 'Al Qaṭṭān [nominato di sopra]: 'Abū 'al Ḥasan mi ha detto: O 'Abū Sulaymān, vivea presso di noi un brav'uomo, devoto e sempre intento alle lodi di Dio ed alla penitenza, per nome Mufarraǧ 'Abù cAbd 'as Silm, il quale menò vita travagliata e devota, finché movendo [i Musulmani] ad una scorreria, Mufarraǧ si accompagnò allo stuolo, insieme con una mano di valentuomini: perocché eran tali [la più parte] in quei tempi i nostri concittadini, né li invasava [per anco il furor della] discordia. Scontratosi il nemico coi Musulmani, grande numero de' nostri cadde sul campo. Tra gli altri fu ferito 'Abù cAbd 'as Silm Mufar- (1) Da Ṭanǧah (Tanger) nel Marocco.