Textus Originalis
. . . . Quando il Comandator dei Credenti, il quale Iddio abbia nella sua grazia, dopo così fatti avvenimenti, marciò per continuare l'impresa, siccome abbiam detto di sopra, ed arrivò alla città di Talamsān (Telemcen), egli comandò al suo figliuolo, l'eccelso signore 'Abū Ḥafṣ, ch'era wālī (prefetto) di quella città, di accompagnarlo nella spedizione, e questi ubbidì. Arrivato il principe alla città di Baǧāyah (Bugia), della quale era wālī [l'altro] suo figliuolo, l'illustrissimo signore 'Abū Muḥammad cAbd 'Allah, comandò anche a questi di accompagnarlo e di marciare nella spedizione suddetta. Egli ubbidì: e [i due fratelli] militarono, insieme col padre loro, nell'esercito vittorioso, ecc. (1). (1) Seguono altri fatti non appartenenti all'impresa di 'Al Mahdīah. CAPITOLO XXXII. Dal Futūḥ 'as Šām wa Miṣr (Conquisti della Siria e dell'Egitto), libro (falsamente spacciato come opera) di 'Abū cAbd 'Allah Muḥammad 'ibn cUmar, 'al Wāqidī (1). § 1. (2) Or campato dal naufragio 'Ibn Harqal (il figlio di Eraclio, Costante), le onde e i venti lo buttarono su la costiera di una grande isola, che chiamano Sicilia, presso la quale sorge il Vulcano, ossia monte del fuoco; il qual monte sovrasta al Mare verde (3), e dalla vetta di esso monte s'innalza di giorno un fumo azzurro, simile a quello [che comparisce quando si gittano nella forma] le verghe d'argento; di notte poi n'esce un fuoco che illumina fino alla [distanza] di dieci parasanghe: [in guisa che] quando avvi [eruzione] non è uopo di lampada ne' paesi d'intorno il monte, né in tutti i monti (1) Codice del British Museum, Rich., 7361. V. il catalogo di Rieu, N. cclxxxvij. Non ho trovato questo squarcio, né il seguente, in alcun de' codici del falso Wāqidī, posseduti dalla Bibl. parigina. (2) Foglio 118 recto. Precedono a questo racconto: 1° l'impresa di Cipro; 2° quella di Rodi; 3° la battaglia navale in cui fu rotto Costante; 4° la nuova impresa marittima che apprestano i Bizantini; 5° la tempesta che distrusse la seconda armata. (3) 'Ibn Sacīd, Bibl., Cap. XV, p. 136 del testo, e 231 della versione; Zuhrī, ibid., Cap. XXII, p. 159, e versione, p. 266, chiamano «ala verde» la costiera orientale di Sicilia.