Textus Originalis

dalla costiera [di Siria] con trecento navi, queste comparvero improvvisamente dinanzi agli occhi dei Siciliani. Informatone il re di Sicilia, guardò dal suo castello e scorse le navi dei Musulmani lì di faccia, [ornate di] pennoni e bandiere, e [piene di] uomini e d'ogni maniera d'armi: che simili apparecchiamenti non s'eran mai visti. Trovavasi a fianco del re di Sicilia il principe di Cesarea, il quale, fuggito dalla sua città e sbarcato nell'isola, avea narrato a quel principe chi fossero gli Arabi e quali conquisti avessero fatti in Siria, [tanto nelle] città [dentro terra] quanto sulle spiagge. Or, quando quel di Cesarea ebbe vedute le navi [degli Arabi], il principe di Sicilia gli disse; noi siamo più numerosi dei [Cristiani] che soggiornavano in Siria. Il principe di Cesarea gli replicò: «O re, [sappi che] gli occupatori della Siria eran più numerosi di cotesti; erano virtuosi; uomini di proposito e d'ingegno, e combatteano con [alto] scopo e con salda fede per la loro religione: ma cotesti qui mi sembran gente che brami soltanto i beni di quaggiù; onde se il re darà loro qualcosa, li allontanerà dal suo paese. Tale è, a parer mio, il partito da prendere. Adirossi a queste parole il re di Sicilia, e gli disse: «Tu sei spaventato degli Arabi, perchè fecero sotto gli occhi tuoi in Cesarea cose che tu non avevi mai viste: ma oggi in Sicilia abbiamo armamenti ed uomini quanti ve n'era in Siria, aggiuntovi que' ch'erano in Egitto. Anzi che io andrò loro incontro con cento [de' miei] prodi e li tratterrò un anno pria che avanzino un passo». «Ben dici, o re, gli rispose il principe di Cesarea, e per questo motivo io lasciai [la corte] d' 'Ibn Har.qal (Costante) e venni presso di te: ch'io sapea bene il tuo valore e la forza del tuo esercito, e come la Sicilia si ragguagli a Roma [per la possanza]». Di tale risposta