Textus Originalis
fu molto contento e lieto il principe di Sicilia; ma eran false parole dette [da quel di Cesarea] quand'ei vide l'altro andare in collera pel suo consiglio, e n'ebbe paura. Ora essendo surte le navi dei Musulmani lungo la spiaggia, il re mandò a dir loro: «Inviatemi uno col quale io possa parlare di ciò che mi occorre». I Musulmani mandarono un [dei loro], accompagnato da un turcimanno, che gli spiegasse il parlare dei Rūm. Arrivato [l'ambasciatore] e fermatosi di faccia al re, questi gli chiese: «Chi siete voi?». Il musulmano rispose: «Siam di quegli Arabi la cui fama è «arrivata sino alle estremità della Terra, alle som«mità dei monti ed agli spazii dei mari. L'Onnipos«sente Iddio ci mandò un profeta ch'era tra noi l'uomo «più eloquente, più verace e più nobile d'animo: «egli ci chiamò alla [fede dell'] Onnipossente Iddio. «Noi seguimmo l'inviato di Dio, e gli credemmo, [non «tutti però] che alcuni ricusarono; onde [il Profeta] «combattè i riluttanti per mezzo dei credenti; fin«ché Iddio non esaltò gli Arabi tutti. Pria di quel «tempo aveva Harqal (Eraclio), re dei Rūm, rico«nosciuto [in Maometto] lo [spirito della] profezia, ed «attestata senza contrasto la sua missione divina. Or «il nostro profeta Maometto, prima di venire a morte, «ci fece sapere che Iddio ci darebbe la vittoria sopra «tutte le altre religioni, e ci farebbe trionfare. Tu «già sai ciò che facemmo in Siria, quantunque pochi «e scarsi di danaro e d'armi: che pur mettemmo in «fuga Eraclio, sì che, tutto spaventato, [riparò] in Co«stantinopoli, e che [la paura gli] rimase addosso, fin «ch'ei morì per cagion della guerra che ci avea fatta. «Gli succedette il suo figliuolo Qusṭanṭīn (Costante), «e tu già sai quali [sventure] piombarono addosso a