Textus Originalis

Tenne fermo la dritta e il centro, e si pugnò un pezzo. Indi la sinistra dei Musulmani riguadagnò il terreno; e la battaglia continuò tutto il giorno, con grande strage d'ambo le parti. Al cader delle tenebre separaronsi i combattenti: ma scorsa una terza parte della notte, uno stuolo di Musulmani scorrazzò sopra alcuni villaggi di Sicilia [de' dintorni di Siracusa?] e fattovi gran preda, ritornossene alle navi. Il che risaputo dal principe di Sicilia, molto gliene increbbe; ond'egli mandò [per ogni luogo] a chiamare i suoi guerrieri. «Che state a fare, lor disse, perchè non «assalite il paese loro, com'essi hanno assalito il vo«stro? O sciagurati! comincio a temere che prendan «la Sicilia, com'han già presa la Siria». Scrisse [il re chiedendo aiuto] agli altri Rūm, ma non gli risposero. Allora il principe di Cesarea gli disse: «Io ti consi«glio, o re, di chiedere [per lettera] all'emiro di «cotesti Arabi, ch'egli sospenda le ostilità, finché noi «deliberiamo quel che sia da fare, e che, sospese le «ostilità, tu mandi al re maggiore [dei Cristiani] per «domandargli soccorsi». «Nol farò mai, quegli rispose, quand'anco avessi a perdere la Sicilia». Non cessavano [intanto] i Musulmani d'osteggiare il paese; si riempivano le mani di preda e uccideano moltissima gente. Informato di ciò, il re dei Rūm allestì per la Sicilia seicento navi e le caricò zeppe di soldati e d'armi. E i Musulmani, avutone sentore alla lor volta, credettero [prudente] consiglio di partirsi prima che arrivassero in Sicilia i rinforzi di questo bovolo dei Rūm. Ma l'emiro lor disse: «Non mi par «bene salpar di giorno, perocché non sappiam che «cosa possa accadere. Aspettiam fino a notte». «Come tu vuoi, o emiro», gli risposero. Caduta la