Textus Originalis

dato una ròcca o una collina; e ciascuna galea faceva il mestiere di scorrazzare d'ogni intorno, ed avea il pessimo costume di guastare i paesi prosperi. [Capitanava così fatta armata] un tiranno, per nome Margarite, conosciuto come peggiore (1) de' più laidi tiranni e dei più schifosi demonii. Arrivato a Tripoli con la sua lunga (fila di navi) e la sua armata; co' suoi salti e i suoi assalti, ei non seppe di dolce né di amaro; non giovò né nocque; non prese il volo né stanziò; non scompaginò né rafforzò: al contrario, divenne pei Franchi una calamità, e fece in guisa che gli aiuti di vivanda ch'ei recava loro, producessero la carestia; né alleviò punto i loro travagli, ma aggiunse carico a' carichi, [sotto i quali gemean costoro]. Gli Infedeli capitaron male nel tempo che costui dimorò [appo di loro], e l'opera delle sue galee non tornò utile né gloriosa. Ei tirò verso Tiro; poi tornò a Tripoli; corse qua e là pei mari; si volse a dritta e a manca; si confuse: e le sue genti a sparpagliarsi; il suo valore a dileguarsi: batté l'acqua d'ogni banda per parecchi mesi, che non sapea che si fare, né vedea modo di cavarsene fuori. Indi le sue forze disgregaronsi; i suoi seguaci fuggironsi alla sfilata; ed egli alfine se ne tornò [a casa] male in arnese, con un pugno di gente. Questo tiranno, il giorno del nostro passaggio sotto 'Al Marqab, si era presentato co' suoi legni attelati in mare lungo la spiaggia: la strada era angusta e la gola non si varcava. Allora il sultano fa venire i mantelletti di cuoio (2) e metterli in fila; i parapetti [mo- (1) Letteralmente «collocato giù nel precipizio». (2) Si vegga la nota del Fleischer, Nuove Annot., pag. 30, che si riferisce alla pag. 313 del testo della Bibl.