Textus Originalis

bili] (1) e accostarli [l'uno all'altro]; gli scudi, ed attestarli: e collocò dietro cotesti [ripari], opponendoli di faccia alle navi di quella gente, i [suoi] prodi chiusi nelle armadure, e i saettatori che maneggiavano i ǧarḫ. Fu tanto che le navi [de' nemici] si scostarono; lo scoraggiamento s'insinuò negli [animi] loro; crebbero i [loro] travagli, e declinarono i rancori [che costoro nudrivano verso di noi]. L'esercito [musulmano, ripigliando] la marcia, passò sicuro; fece il cammino senza sospetto; avanzò liberamente; vinse ogni ostacolo. Alfine noi venimmo ad una città che si addimanda Buliṇiās (Banias). § 2. Dal racconto della presa di Laodicea (2). Le galee di Sicilia, surte di faccia a Laodicea, agognavano a difendere la città e respingerci da quella. Ma come vidersi frustrate [per la resa della città], così la loro fiamma s'abbassò; ammorzossi il fuoco loro; e, in loro sciocchezza, pensarono di pigliar le navi di que' di Laodicea, che salpavano [per fuggire]. E ciò perchè i cittadini, invece di pensare alla resistenza, avean resa la città; e, ripugnanti ad emigrare, aveano ottenuta la sicurtà delle persone e degli averi, stipolando [co' Musulmani] il patto del vassallaggio. Or, il giorno che noi partimmo di Laodicea, egli avvenne che, cavalcando il sultano presso quel porto, dopo aver sentiti i desiderii [de' terrazzani] intorno l'ordinamento della città, il capitano di coteste galee mandò (1) Satāyr, plurale di sitārah «riparo» in generale, e «scudo». Forse qui significa dei mantelletti di legno, non di cuoio, e però ho messo per conghiettura «parapetti [mobili]». (2) A, fog. 104, verso; B, 87, recto.