Textus Originalis
Leggesi nell' 'Iḫtiṣār 'iqtibās 'al 'anwār (Compendio della ricerca dei lumi) (1): Grande è l'isola di Sicilia. Questo nome è lo stesso d'una delle sue città, dalla quale l'ha preso tutta l'isola. Sonvi cittadi molte e ròcche. La lunghezza dell'isola è sette giornate di cammino e la larghezza cinque giornate. Giace nel Mediterraneo di faccia ad alcuni paesi dell'Affrica. Termina qui la descrizione, e siane lode a Dio. Dice ('Al Bakrī): i Musulmani fecero prigioni e preda; stettero [nell'isola] un mese; indi tornarono in Affrica con molta preda, e [tra le altre cose] degli idoli tempestati di gemme. Si divisero la preda tra loro; e Mucāwīah 'ibn Ḥudayǧ ne mandò la quinta a Mucāwīah 'ibn 'abī Sufiān, che Dio abbia misericordia di lui. § 2. Racconto della scorreria marittima (2). Si è riferita di sopra l'opinione di chi afferma che Mūsā ('ibn Nuṣayr) fu quegli che scavò in Tunisi il canale fino all'arsenale, e che fece costruire cento navi; il che si legge nel Kitāb ('aḥādīṯ) 'al 'imāmah wa 'al sīāsah (Libro delle narrazioni relative al pontificato e al governo) di 'Ibn Qutaybah. Dice (costui): Passò tra questi eventi il resto dell'anno ottantaquattro (24 gennaio 703 a 13 chiamavan questa chi 'Al Madīnah «la città», e chi «Sicilia», come si replica nel paragrafo seguente. (1) Haji Khalfa, Dizion., edizione del Fluegel, I, p. 375, N. 1036, cita un compendio dell' 'Iqtibās, per Maǧd ad dīn 'Ismaīl 'ibn 'Ibrāhīm 'al Balinsī (da Valenza), morto il 702 (1302-3). (2) Pag. 33.