Textus Originalis
genn. 704) (1). Entrato l'anno ottantacinque, (Mūsā) bandì che ognuno s'apprestasse ad impresa marittima, e che egli andrebbevi in persona. Piacque questa [chiamata alla guerra], onde la gente affrettossi [a venire]. Né rimase a terra alcuno degli šarīf che erano nel suo [esercito]. Ma quand'egli [vide che] nessuno era rimaso, fattosi recare il pennon del comando, l'annodò al[la lancia del] suo figliuolo cAbd 'Allah, e sì lo prepose all'esercito, comandandogli di salpare immediatamente. Mūsā avea detto [ch'egli sarebbe andato alla impresa] al solo scopo di far imbarcare i forti, i prodi e i nobili: e però fu chiamata questa la scorreria dei nobili, e fu la prima spedizione marittima che uscisse dai porti dell'Affrica [propria]. Mosse cAbd 'Allah a questa impresa di Sicilia; dove occupò [parecchi paesi]; prese [sì grande quantità] di danaro che non si sa [a quanto arrivasse], e ritornò sano e salvo. Indi [Mūsā] affidò ad altri il comando del naviglio d'Affrica; il quale [in una seconda spedizione] piombò sopra una città che s'appella Siracusa. Descrizione di Siracusa. Dice 'Al Bakrī, che Dio l'abbia nella sua misericordia, dopo avere descritta la [penisola di Siracusa, tra la quale e l'isola di Sicilia corre un piccolo stretto: Siracusa è gran città, cinta da tre [ordini di] mura, ed ha un porto, chiamato il porto piccolo; tra il quale e il porto grande è [condotto] un fosso, e su questo [costruito] un ponte che mena (1) Si confronti con la narrazione dell' 'Aḥādīṯ, qui sopra, Cap. XXVI, pag. 276 del presente volume.